Si è svolto ieri a Palazzo Spada il consiglio comunale aperto a tutti i cittadini ternani, tema del consiglio: legge Gelmini.E' stato invitato a fare un intervento anche il neo-presidente alla CPS Terni Forzanti Francesco, che ha illustrato in breve le proposte da presentare alla consulta riguardo questo tema; sono seguiti una serie di interventi che, oltre ad essere poco corretti in senso prettamente democratico (superavano spesso la durata massima di sette minuti arrivando fino al doppio!), lo erano anche per quel che concerne i numeri: "Rimango confuso" dice Nico Camilli presidente provinciale di Azione Giovani anch'esso, naturalmente, chiamato a intervenire, "ho sentito parlare di tagli di 8 miliardi di euro, quando questi ammontano a 3,6, tra l'altro spalmati in tre anni!" continua, " poco fa si è detto che questo governo ha abbassato l'età per la scuola dell'obbligo a 14 anni, quando questi risultano essere 16" e ancora "è stato affermato che le fondazioni essendo date in mano ai privati, aumenteranno le tasse, quando ben si sa che tali fondazioni non ci guadagnerebbero assolutamente niente, essendo no-profit!" insomma cose dell'altro mondo a quanto pare; sembra evidente che quanto detto ieri in consiglio non corrisponda a verità, o per lo meno non corrisponde a quanto scritto nella legge Gelmini. La realtà è che la sinistra si trova in serie difficoltà a livello nazionale e ricorre all'arma che meglio sa usare, quella della strumentalizzazione, per salvare un pò la faccia (dico un pò perchè una parte della "faccia" ormai non si può più salvare, si veda il PC ad esempio...). Parlando di strumentalizzazione, il consiglio, dopo aver udito tutte le campane della sinistra, ha dovuto votare "se strumentalizzare o meno" anche il Gonfalone: ebbene si, avete letto bene signori miei, c'è scritto proprio Gonfalone. Difatti, parlando in termini più giornalistici, si è dovuto votare se, per la manifestazione del 14 contro la legge Gelmini, far scendere in piazza il famoso stendardo della nostra città. Ora sorge spontaneo chiedersi: " Terni è ancora la nostra città? O è forse la città di coloro che sfruttano simboli importantissimi per raggiungere obbiettivi di partito?" Ai posteri l'ardua sentenza; sta di fatto che il voto, nonostante la chiara e forte opposizione dei consiglieri comunali quali Carlo Orsini, Dario Guardalben e Giuseppe Conti, è risultato favorevole allo sfruttamento, ormai a quanto pare, del LORO simbolo.Avviandoci alla conclusione si spera che atti di questo tipo, votati all'insegna dell'anti-istituzionalità, non avvengano più, e che i cosiddetti "posteri" non dovranno assistere come noi faremo purtroppo il 14, ad uno scempio di tal fatta.
La Redazione
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