Lucrezia Cavallaro ha 8 anni, Simona Beci 6, i loro papà sono morti in "missione di pace" in Iraq. E' il giorno del ricordo, stringono un mazzo di fiori tricolore al petto quasi a simulare il contatto che ogni bambino vuole con i suoi genitori ma loro due, come tanti altri, il papà non lo abbracceranno più. Entrambi sono caduti durante la missione "Antica Babilonia" a Nassirya, il papà di Lucrezia era un carabiniere, quello di Simona un addetto alla cooperazione, con loro altri diciassette hanno perso la vita. Una strage che ci fece capire che eravamo in guerra. E' il 12 novembre di cinque anni fa, sono le 8 e 45 di mattina, un kamikaze forza il posto di blocco davanti alla Base Maestrale. I militari cercano di fermare quella corsa, c'è una sparatoria e subito dopo una tremenda esplosione. - Il contingente italiano a Nassiriya è finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Verso le 7,30 ora italiana una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati, tre italiani e uno romeno.
IN IRAQ DA SOLI 13 GIORNI - Frassinito e de Trizio si trovavano in Iraq da soli 13 giorni, erano giunti a Nassiriya il 14 aprile scorso. Mentre Lattanzio era giunto in Iraq il 3 dicembre del 2005. Frassanito è stato trasportato in elicottero dall'ospedale della base militare italiana all'ospedale militare americano Rol 3, che si trova a circa 150 chilometri dalla sede della missione italiana. L'ospedale statunitense, da quanto viene riferito, sarebbe più attrezzato ad affrontare l'emergenza. Nessun altro militare italiano è rimasto ferito nell'attentato Le persone coinvolte sono state esclusivamente quelle a bordo del secondo veicolo del convoglio, sotto il quale è scoppiato l'ordigno.
DINAMICA -L'ordigno, collocato al centro della carreggiata,è esploso al passaggio di un convoglio del contingente internazionale e ha colpito una camionetta italiana. Faceva parte di un convoglio che marciava lungo una strada a sud ovest dell'abitato di Nassiriyah, e si stava recando al PJOC (Provincial Joint Operation Centre, la sala operativa integrata delle Forze di sicurezza della Provincia). Era formato da quattro veicoli protetti del Reggimento carabinieri della Msu (Multinational Specilaized Unit) con a bordo un Ufficiale dell'Esercito, 15 militari dell'Arma dei carabinieri e graduato della Polizia Militare rumena. Lo scopo del traferimento era quello di rilevare il personale in servizio presso un comando locale della polizia irachena. L'attentato è avvenuto in un punto di «un percorso stradale noto e che i militari italiani percorrevano da quasi tre anni» ha riferito il maggiore Marco Mele, portavoce del contingente italiano in Iraq. Mele ha anche sottolineato che benché l'area di Nassiriya sembri essere più tranquilla rispetto ad altre del Paese iracheno, «in realtà la situazione è sempre potenzialmente a rischio».
Ho riportato quei momenti terribili e vergognosi che hanno portato all' uccisione dei nostri soldati; per far ricordare a tutti noi che la morte non mette fino al ricordo di eroi con la E maiuscola. Ma ciò che è peggio sono episodi di inciviltà nei confronti di questo terribile episodio ma non solo, Come ad esempio i cori di quei pseudo- tifosi di calcio di orientamento comunista che cantano cori vergognosi contro questi eroi del nuovo millennio che non hanno una calzamaia ho un mantello ma semplicemente l ' ideale di patria e fedeltà. Onore ai nostri eroi di ieri oggi e del futuro.
IN IRAQ DA SOLI 13 GIORNI - Frassinito e de Trizio si trovavano in Iraq da soli 13 giorni, erano giunti a Nassiriya il 14 aprile scorso. Mentre Lattanzio era giunto in Iraq il 3 dicembre del 2005. Frassanito è stato trasportato in elicottero dall'ospedale della base militare italiana all'ospedale militare americano Rol 3, che si trova a circa 150 chilometri dalla sede della missione italiana. L'ospedale statunitense, da quanto viene riferito, sarebbe più attrezzato ad affrontare l'emergenza. Nessun altro militare italiano è rimasto ferito nell'attentato Le persone coinvolte sono state esclusivamente quelle a bordo del secondo veicolo del convoglio, sotto il quale è scoppiato l'ordigno.
DINAMICA -L'ordigno, collocato al centro della carreggiata,è esploso al passaggio di un convoglio del contingente internazionale e ha colpito una camionetta italiana. Faceva parte di un convoglio che marciava lungo una strada a sud ovest dell'abitato di Nassiriyah, e si stava recando al PJOC (Provincial Joint Operation Centre, la sala operativa integrata delle Forze di sicurezza della Provincia). Era formato da quattro veicoli protetti del Reggimento carabinieri della Msu (Multinational Specilaized Unit) con a bordo un Ufficiale dell'Esercito, 15 militari dell'Arma dei carabinieri e graduato della Polizia Militare rumena. Lo scopo del traferimento era quello di rilevare il personale in servizio presso un comando locale della polizia irachena. L'attentato è avvenuto in un punto di «un percorso stradale noto e che i militari italiani percorrevano da quasi tre anni» ha riferito il maggiore Marco Mele, portavoce del contingente italiano in Iraq. Mele ha anche sottolineato che benché l'area di Nassiriya sembri essere più tranquilla rispetto ad altre del Paese iracheno, «in realtà la situazione è sempre potenzialmente a rischio».
Ho riportato quei momenti terribili e vergognosi che hanno portato all' uccisione dei nostri soldati; per far ricordare a tutti noi che la morte non mette fino al ricordo di eroi con la E maiuscola. Ma ciò che è peggio sono episodi di inciviltà nei confronti di questo terribile episodio ma non solo, Come ad esempio i cori di quei pseudo- tifosi di calcio di orientamento comunista che cantano cori vergognosi contro questi eroi del nuovo millennio che non hanno una calzamaia ho un mantello ma semplicemente l ' ideale di patria e fedeltà. Onore ai nostri eroi di ieri oggi e del futuro.

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