Come pestare, in pieno giorno, un poveraccio per strada e restare impuniti
No, non siamo a New York, nei quartieri di Harlem, del Bronx, di Hell’s Kitchen. Siamo in una piccola realtà di provincia, una cittadina di lavoratori e di studenti.Siamo a Terni, capoluogo di provincia dell’Umbria, regione famosa per la natura incontaminata e per le opere d’arte; regione di santi e di borghi medievali ben conservati.Ore 17.30 di un giorno qualsiasi di fine settembre. Come tanti ternani anche Simone, (chiameremo così il protagonista della nostra storia), sta facendo la classica ‘vasca ‘ a Corso Tacito. E’ all’altezza del Mc Donald quando due ragazzini in bicicletta impennano e rischiano di finirgli addosso. Simone riesce a schivarli; passata la sorpresa iniziale riprende i due in bici. Un ‘che fate’ che ai due suona come insulto, come minaccia più che come una normale reazione. Uno dei due ragazzini strattona Simone e lo colpisce con violenza al volto. L’altro chiama un gruppetto che staziona di fronte al fastfood per dare manforte al suo compagno. Sono tanti adesso quelli intorno a Simone. Partono cori, spintoni, volgarità. Qualcuno addirittura filma il momento. La sequenza dura pochi attimi: una ragazza e un anziano, la prima con veemenza, il secondo con la pacatezza tipica solo dei nonni, cercano di porre fine alla colluttazione. Ora la gente intorno a Simone è ancora di più. Ma non si tratta dei teppistelli , quanto di normali cittadini. L’indignazione per ciò che è accaduto è forte, si respira nell’aria. La polizia giunge che l’aggressore è fuggito. Il protagonista di questa sventura ora ha un ematoma evidente sul volto e tanta, giustificata, paura.Nel frattempo gli agenti notano un certo nervosismo dei passanti per quella nicchia adombrata dalle passerelle di un cantiere. Due panchine circondate da motorini, un bar e alcuni giovani a fare baldoria. Chi si ferma a parlare con i poliziotti li indica come elementi fastidiosi, provocatori e irrispettosi. E non sono solo opinioni personali: le forze dell’ordine sono sbeffeggiate impunemente a parole e a gesti e con l’immancabile videofonino puntato sulla scena.“Sono tutti visi noti” ci spiega il sovrintendente della P.S. “Quasi quotidianamente ci giungono segnalazioni di risse o atti vandalici da loro effettuati. L’ultima tre ore fa”. Ripresosi Simone sale in macchina e raggiunge l’ospedale per farsi refertare. Ha sporto denuncia contro ignoti anche se qualcuno lo ha aiutato a fornire un primo identikit alla Polizia.
Sembra strano ma queste cose a Terni accadono con una certa frequenza. Qui non si tratta certo di controllo del territorio come a Napoli, Roma e Milano contro la criminalità organizzata, ma di fornire una minima sicurezza ai cittadini e contribuenti ternani. Una pattuglia stabile della municipale e la volontà di punire in modo esemplare e una volta per tutte una mezza dozzina di sbandati è più che sufficiente. Ed è il dovere di una qualsiasi amministrazione comunale. Nessuno vuole strumentalizzare l’episodio che ha colpito Simone, quanto fare notare come cose del genere non è giusto e tantomeno lecito che accadano. Negli ultimi cinque anni ho visto sorgere parcheggi, piazze e piazzette, ma mai operare in modo convinto e duro nei confronti della microcriminalità. Occuparsi di frange di sbandati, extracomunitari e italiani, non è razzismo, non è mancanza di solidarietà verso gli asociali. E’ perbenismo puro e semplice. Palazzo Spada si è interessato al decoro urbano senza tenere in considerazione coloro che lo stesso decoro lo mettono a rischio con comportamenti deviati.Vogliamo potere camminare per strada senza correre il rischio di essere presi a pugni o di essere coinvolti in una rissa. Credo questo sia un sacrosanto diritto.
No, non siamo a New York, nei quartieri di Harlem, del Bronx, di Hell’s Kitchen. Siamo in una piccola realtà di provincia, una cittadina di lavoratori e di studenti.Siamo a Terni, capoluogo di provincia dell’Umbria, regione famosa per la natura incontaminata e per le opere d’arte; regione di santi e di borghi medievali ben conservati.Ore 17.30 di un giorno qualsiasi di fine settembre. Come tanti ternani anche Simone, (chiameremo così il protagonista della nostra storia), sta facendo la classica ‘vasca ‘ a Corso Tacito. E’ all’altezza del Mc Donald quando due ragazzini in bicicletta impennano e rischiano di finirgli addosso. Simone riesce a schivarli; passata la sorpresa iniziale riprende i due in bici. Un ‘che fate’ che ai due suona come insulto, come minaccia più che come una normale reazione. Uno dei due ragazzini strattona Simone e lo colpisce con violenza al volto. L’altro chiama un gruppetto che staziona di fronte al fastfood per dare manforte al suo compagno. Sono tanti adesso quelli intorno a Simone. Partono cori, spintoni, volgarità. Qualcuno addirittura filma il momento. La sequenza dura pochi attimi: una ragazza e un anziano, la prima con veemenza, il secondo con la pacatezza tipica solo dei nonni, cercano di porre fine alla colluttazione. Ora la gente intorno a Simone è ancora di più. Ma non si tratta dei teppistelli , quanto di normali cittadini. L’indignazione per ciò che è accaduto è forte, si respira nell’aria. La polizia giunge che l’aggressore è fuggito. Il protagonista di questa sventura ora ha un ematoma evidente sul volto e tanta, giustificata, paura.Nel frattempo gli agenti notano un certo nervosismo dei passanti per quella nicchia adombrata dalle passerelle di un cantiere. Due panchine circondate da motorini, un bar e alcuni giovani a fare baldoria. Chi si ferma a parlare con i poliziotti li indica come elementi fastidiosi, provocatori e irrispettosi. E non sono solo opinioni personali: le forze dell’ordine sono sbeffeggiate impunemente a parole e a gesti e con l’immancabile videofonino puntato sulla scena.“Sono tutti visi noti” ci spiega il sovrintendente della P.S. “Quasi quotidianamente ci giungono segnalazioni di risse o atti vandalici da loro effettuati. L’ultima tre ore fa”. Ripresosi Simone sale in macchina e raggiunge l’ospedale per farsi refertare. Ha sporto denuncia contro ignoti anche se qualcuno lo ha aiutato a fornire un primo identikit alla Polizia.
Sembra strano ma queste cose a Terni accadono con una certa frequenza. Qui non si tratta certo di controllo del territorio come a Napoli, Roma e Milano contro la criminalità organizzata, ma di fornire una minima sicurezza ai cittadini e contribuenti ternani. Una pattuglia stabile della municipale e la volontà di punire in modo esemplare e una volta per tutte una mezza dozzina di sbandati è più che sufficiente. Ed è il dovere di una qualsiasi amministrazione comunale. Nessuno vuole strumentalizzare l’episodio che ha colpito Simone, quanto fare notare come cose del genere non è giusto e tantomeno lecito che accadano. Negli ultimi cinque anni ho visto sorgere parcheggi, piazze e piazzette, ma mai operare in modo convinto e duro nei confronti della microcriminalità. Occuparsi di frange di sbandati, extracomunitari e italiani, non è razzismo, non è mancanza di solidarietà verso gli asociali. E’ perbenismo puro e semplice. Palazzo Spada si è interessato al decoro urbano senza tenere in considerazione coloro che lo stesso decoro lo mettono a rischio con comportamenti deviati.Vogliamo potere camminare per strada senza correre il rischio di essere presi a pugni o di essere coinvolti in una rissa. Credo questo sia un sacrosanto diritto.

1 commento:
Se nessuno si occupa di questi simpaticoni per vie legali, un giorno o l'altro qualcuno si occuperà di loro a modo suo...
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