mercoledì 1 ottobre 2008

L'ESTREMA DESTRA IN AUSTRIA: LA SINISTRA RADICALE PORTA VOTI A HAIDER



L’Italia e il Mondo ha ieri appreso la notizia del successo alle elezioni austriache dell’estrema destra con la solita apprensione.Dico ‘solita’ proprio perché ogni qualvolta si affronti l’argomento ‘Destra Radicale’ l’opinione pubblica rimanda al fascismo, alle leggi razziali, alla violenza contro immigrati e contro il diverso. Invece non v’è nulla di strano se Haider ha conquistato il 30% delle preferenze.Oltralpe, così come nel Nostro Paese, esiste la spinosa questione dell’integrazione tra immigrati e ‘locali’. Un processo, quello di convivenza tra culture, difficile, sovente gravoso per il popolo ospitante, strumentalizzato dalle forze politiche di sinistra le quali puntano il dito contro chiunque lamenti il comportamento poco corretto di alcuni extracomunitari, aggiungendo le colorite espressioni ‘internazionali’ alla rive gauche: nazista, ottenebrato, cretino, clerico fascista, etc. Il Partito Democratico di Veltroni negli ultimi cinque mesi di governo ha saputo unicamente sfoderare il ‘classico’ anti berlusconismo militante senza concedere ai propri elettori o a quella zona grigia, a metà tra il PdL e il PD, una minima garanzia di una opposizione di Governo costruttiva e ben definita. Tendenza, quella dell’insulto politico, in uso anche nelle ‘nordiche terre’: basti pensare all’euro deputato Schultz nel suo ennesimo sfogo contro Silvio Berlusconi, da quest’ultimo fu tacciato con tagliente ironia. Questa incapacità organizzativa scaturisce un malessere profondo nell’elettorato che cerca sicurezza e stabilità in altre correnti politiche; se in Italia ciò è avvenuto con la vittoria del centro-destra, in Austria avviene con la scelta dei sedicenni di liste ultranazionaliste.A questa situazione di degenero delle forze progressiste si aggiunge il modus operandi delle frange massimaliste. L’intolleranza, l’odio politico e l’ignoranza colpisce chiunque (sovente anche membri delle stesse organizzazioni) dissenta dai loro programmi/pogrom politici fondati sulla lotta antifascista e lo scombussolamento dell’ordine sociale. I più giovani e i più deboli tra i vessati, gli emarginati e gli attaccati fisicamente e verbalmente da anarchici o sedicenti tali, ‘punkabbestia’ e no global finiscono per confluire nella base militante dei movimenti dell’ultradestra, in cerca di risposte che l’area moderata non ha saputo fornire. Forza Nuova o il FSN trae forza proprio da questo. Se nel Bel Paese FN non è riuscita a entrare a Montecitorio il suo epigone dell’Osterreich è giunto al 30%.Cercare e trovare risposte non è sbagliato, è sacrosanto. A chi condanna la preferenza dei giovani austriaci verso l’estrema rispondo con Franco Freda: “[…] cos’è l’estremo se non la ricerca delle purezza, delle perfezione?[…]”. Meditate.

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